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PRIMA LA GOGNA E POI L’OBLIO!
Il canovaccio è sempre lo stesso, ormai collaudato: prima sbatti il mostro in prima pagina, lo demonizzi, lo metti alla gogna, poi, quando comincia a farsi luce sulla verità, il silenzio e l’oblio.
Il mostro Forza Nuova è stato attaccato da tutti i mezzi d’informazione, è stata creata l’equazione ultras violenti=Forza Nuova=terroristi, grazie ai deliranti comunicati stampa che sono stati fatti pervenire alle varie agenzie e testate giornalistiche, ma nessuno, il giorno dopo, ha detto o scritto qualcosa circa l’assurdità delle accuse mosse contro gli indagati e contro di noi.
Non una parola circa le dichiarazioni rese dal Segretario Nazionale Roberto Fiore a mezzo video intervista visionabile su vari portali internet, gli unici che consentono un’informazione libera e veritiera.
Nel frattempo una ventina di ragazzi restano in prigione con l’accusa di essere dei terroristi e Forza Nuova, per tutti, continua ad essere l’organizzazione ispiratrice di tutto.
Noi continueremo a professare l’assurdità delle accuse e la strumentalizzazione di tutta l’inchiesta a fini mediatici contro Forza Nuova.
Roma, 29/02/2008
La mattina del 26 Febbraio 2008 vengono
pretestuosamente arrestati, insieme ad alcuni
ULTRAS indagati per gli scontri a Roma a
seguito dell'omicidio Sandri, alcuni
dirigenti di FORZA NUOVA.
I media, servi del potere, pubblicano immediatamente una serie di notizie false e diffamatorie al preciso scopo di screditare FORZA NUOVA nel momento di massimo sforzo organizzativo prima delle elezioni.
Sul sito repubblica.it vengono addirittura pubblicati e resi "scaricabili" gli atti giudiziari completi di nomi e cognomi e le intercettazioni telefoniche...
  
In merito agli arresti avvenuti stamattina
CONFERENZA STAMPA DEL
SEGRETARIO NAZIONALE DI FORZA NUOVA
ROBERTO FIORE
Martedì 26 febbraio 2008 ore 16,30 presso la sede di Forza Nuova in Via Montebuono 3 (Piazza Vescovio)
In seguito agli scandalosi arresti avvenuti stamattina che hanno visto coinvolti in maniera assolutamente pretestuosa dirigenti di Forza Nuova, la Segreteria Nazionale e la Federazione di Roma hanno indetto per oggi pomeriggio una conferenza stampa di fronte alla Sezione “Francesco Cecchin” di Piazza Vescovio, per ribadire l’estraneità di Forza Nuova ai fatti contestati e l’evidente strumentalizzazione a fini politici dell’azione delle forze di polizia.
Roma, 26/02/2008
Roma 26 Febbraio 2008
LA MAGISTRATURA “DEMOCRATICA” INZIA LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE
Oggi, le agenzie giornalistiche hanno dato notizia di una serie di arresti collegati con Forza Nuova a Roma.
Seguendo un consumato canovaccio, magistratura rossa e carabinieri sviluppano a ridosso delle elezioni un’operazione riguardante fatti vecchi di oltre un anno, su elementi acquisiti diversi mesi orsono.
L’ obiettivo è colpire Forza Nuova nel momento di massimo sforzo organizzativo per la presentazione delle liste alle elezioni politiche ed amministrative di aprile.
Oltre le menzogne giornalistiche e le montature, la realtà è che alcuni attivisti di Forza Nuova sono stati accusati solamente dell’ occupazione di uno stabile ATAC abbandonatoda anni e usato stabilmente dalla criminalità organizzata extracomunitaria; tale occupazione era iniziata e finita pacificamente nel giro di pochi giorni. Chi ha diretto questa operazione ha dimenticato che vi sono decine di stabili occupati da anni dalla sinistra che li usa come centri per il libero spaccio di droga.
Evidentemente certi magistrati non colgono il sentimento degli italiani che piuttosto che vedere perseguitati giovani per le loro idee politiche preferirebbero vedere in carcere i politici corrotti collegati con le varie mafie.
Il segretario nazionale
Roberto Fiore
Arrestati senza motivo militanti forzanovisti
COMINCIATA LA CAMPAGNA ELETTORALE, INIZIANO LE PERSECUZIONI GIUDIZIARIE CONTRO I NON ALLINEATI
In merito agli arresti avvenuti stamani di due dirigenti romani di Forza Nuova, la Federazione di Roma dichiara quanto segue:
“Vogliamo anzitutto esprimere piena e incondizionata solidarietà a tutti i camerati arrestati, in particolare ai nostri dirigenti.
È del tutto evidente che gli arresti e soprattutto i capi d’accusa sono assolutamente pretestuosi e pilotati politicamente per colpire Forza Nuova, l’unico movimento realmente non allineato alle logiche liberal capitaliste e mondialiste che si presenterà alle prossime elezioni politiche. I successi ottenuti ed il crescente consenso in tutta Italia devono aver spaventato i signori che si trovano nella stanza dei bottoni, e quale miglior modo per eliminare un pericoloso concorrente che demonizzarlo e metterlo alla berlina?!
Associare l’occupazione dello stabile dell’ATAC a Viale Etiopia ai fatti di Villa Ada o a quelli verificatisi dopo l’assassinio di Gabriele Sandri è ridicolo!
La tattica è vecchia, vista e rivista mille volte, e proprio per questo è una tattica perdente, poiché Forza Nuova non solo non mollerà la campagna elettorale, ma la porterà avanti con ancora più determinazione!”
Roma, 26/02/2008
.....LA DIFFAMAZIONE SU REPUBBLICA.IT :

Nelle intercettazioni, durate otto mesi, i progetti eversivi
e le strategie di assalto dei gruppi ultrà romani


Odio, razzismo e culto della violenza

"Voglio sparare in faccia agli sbirri"


di CARLO BONINI


ROMA - Se alla violenza togli un progetto che non hai o non hai mai avuto, resta solo l'odio. Un odio liquido. "Er Talpa" e "Fabbrizzietto", "er Nano" e "Vampiro", "Ovo" e "er Bulgaro", "er Capitano" e "Danielone", "er Ditta", "lo Sciacallo" e "er Cinese" odiavano sette giorni la settimana. Non solo la domenica, quando si ritrovavano in curva o in trasferta con qualche lama, qualche mazza o qualche ascia. Odiavano le "guardie infami", "quegli zingari dei romeni", "i napoletani", "le "zecche" dei centri sociali", "i pennivendoli che si s'azzardeno l'aspettamo sotto le redazioni", il vicino di casa che si era permesso di guardare un cane ringhioso portato a pisciare senza guinzaglio.

"Fomentavano i 'pischelli'", ragazzini raccattati allo stadio per essere spinti come una mandria al pascolo davanti a un deposito dell'Atac da occupare, sul ciglio di una discarica in cui "fare a pizze" con gli sbirri tra cumuli di "monnezza" o ai lugubri anniversari di una Destra neo-nazista (Forza Nuova) di cui indossavano la maschera, replicavano le parole d'ordine, frequentavano i luoghi: piazza Vescovio, "il Presidio" (nel parco di Villa Ada), il pub "Excalibur". E, alla fine, avevano deciso di sporcare di sangue anche le domeniche di festa del rugby.

Per otto mesi (dal giugno del 2007 alla scorsa settimana), tirando con pazienza e metodo il filo di un'aggressione consumata nel parco di villa Ada, il pubblico ministero Pietro Saviotti, la sezione anticrimine del Ros dei carabinieri, la Digos, sono rimasti affacciati su un abisso di collera di cui hanno registrato ogni voce, ogni smottamento, ogni esplosione. L'11 novembre, giorno in cui Gabriele Sandri, "Gabbo", veniva ucciso sull'Autosole, hanno ascoltato gli amici del dj che lo piangevano di fronte alle telecamere, gridando la propria innocenza, pianificarne la vendetta in una notte in cui "Roma brucerà". Ne hanno rubato le voci eccitate durante l'assalto alle caserme.




"I romeni? Je famo strippà er culo"
In principio furono i romeni. Il 30 ottobre 2007, Giovanna Reggiani viene massacrata a Tor di Quinto alle spalle di una baraccopoli. Il suo assassino è un clandestino arrivato da Bucarest. Il 2 novembre, a Torre Gaia, quattro romeni vengono bastonati a sangue nel parcheggio di un centro commerciale da una prima spedizione punitiva. "Er Vampiro" (Alessandro Petrella) ne è ammirato ed eccitato. Ne parla al telefono con Alessio Abballe - "Qualcuno comincia ad accenne le micce" - e con "Er Talpa" (Fabrizio Ferrari): "A ragà, non è che se stamo a parlà. Vedemose e annamo ad assaltà un centro sociale o annamo a pijà i napoletani sull'autostrada o pijamo dù rumeni (...) Dovemo fà na cosa da fà strippare il culo e far pensare chi ti governa dall'alto: che è successo? (...) Bisogna creà un focolaio de persone che nun c'entrano un cazzo con la politica e lo stadio. Ragà, questa è una cosa dei cittadini, una cosa sociale, d'appartenenza de una città e de un Paese. Qui, destra e sinistra e ultras da stadio nun c'entrano un cazzo".

Chi lo ascolta non sa esattamente dove "er Vampiro" abbia intenzione di colpire. Forse dietro casa sua, nel campo nomadi di via Walter Procaccino, dove già una volta ha tirato una molotov. Sa soltanto che sono cominciate le ricognizioni, che l'assalto sarà in pieno giorno, che "er Vampiro" ne parla in questi termini a Matteo Nozzetti: "Se succede na cosa come a Torre Gaia, nun c'hai più un cazzo de risonanza. Perché sai il mondo come gira. Dopo due settimane te fanno un trafiletto ed è già finita. Famo quarcosa de serio. Pe na volta nella nostra vita deve uscì la perfezione. Je devi mette pepe ar culo. Che quelli pensano: cazzo, ma se questi hanno fatto una cosa del genere, me se presentano sotto al Parlamento e me danno la caccia".

In macchina con "Gabbo"
Dei romeni non se ne fa nulla. Domenica 11 novembre 2007, Gabriele Sandri, "Gabbo", viene ucciso da un colpo di pistola esploso sull'A1 da un agente della stradale che risucchia ogni goccia di odio disponibile, convogliandola altrove. Sulla macchina in cui viaggia Sandri ci sono "Ovo" (Marco Turchetti), "Maverick" (Francesco Giacca), "er Messicano" (Federico Negri), "Simone" (Simone Putzulu), il pantheon di "In Basso a destra" e degli "Irriducibili", le sigle che ospitano i mazzieri della curva nord laziale. Ad Arezzo, Turchetti "Ovo" - un tipo che in questura hanno già fermato una volta su un furgone carico di martelli, coltelli e spranghe - piange l'amico morto e mobilita la risposta. "Er Nano" (Francesco Ceci) sale su una macchina per raggiungere Arezzo, ma intanto dà disposizioni a chi resta. "Er Nano" è un leader riconosciuto e temuto. E' pappa e ciccia con Fabrizio Ferrari, "er Talpa", romanista dei "Bisl" (basta Infami solo lame"), un tipo che l'ultima coltellata l'ha data il 18 febbraio, prima di Roma-Real Madrid.

"Er Nano" dà ordini a uno come Fabrizio Toffolo (capo storico degli "Irriducibili" che alterna il suo tempo tra galera e domiciliari) e, neppure due mesi prima, se l'è promessa al telefono con un tale "Carlo", ultras napoletano, convenendo che "alla prossima, i machete dei laziali" si incroceranno con "le mannaie dei napoletani". "Er Nano" parla col "Bulgaro" (Andrea Attilia), che di Gabbo è amico fraterno, perché senta i romanisti. Perché si mobilitino "er Vampiro" e "quel matto di Pierluigi", Pierluigi Mattei, capobastone laziale di "In Basso a destra". Il "Vampiro" ha problemi. Gli è morta la nonna nella notte, ma mentre in casa si piange, lui si aggiusta per la serata: "Vojo brucià tutto. Stasera vojo brucià tutto".

Pierluigi Mattei impazzisce. Alla madre che lo chiama mentre sta andando allo stadio, grida: "A Ma', lasciame perde... Che devo fa, eh? Sarebbe da sparaje in faccia alle guardie. Che te credi che non m'andrebbe de ammazzalla na guardia? C'hanno paura degli scontri sti coniji delle guardie. Devono avè paura". Alla fidanzata, racconta che ha brandito un coltello tra gli occhi a un autista dell'Atac che rompeva e come ha conciato il vicino, che ha incontrato mentre portava a pisciare il cane: "Jo detto: A brutta faccia de cazzo. Che c'hai da guardà? Lo vedi sto guinzajo? Te lo metto ar collo e t'ammazzo. Nun me devi rompe li cojoni. Quando passo abbassa lo sguardo". Con la fidanzata si vanta di aver commesso due omicidi (polizia e carabinieri non sono ancora riusciti a verificare se millanti o meno): "De rumeni n'ho mandati due al creatore e ne ho feriti gravemente altri due. Perciò, se vengono da me trovano la morte". E quando la fidanzata gli chiede cosa farebbe lui a due rumeni se li vedesse fare a lei quel che lei gli ha visto fare ad un'estranea (palpeggiarla), dice: "Io c'avevo la macchinetta che dà le scosse. Ma quelle merde della polizia me l'hanno tolta. Perciò ne ammazzerei dieci".

Sporchiamo il rugby
Com'è andata la notte dell'11 novembre è noto. Ma avevano deciso che all'odio non dovesse rimanere estranea la festa del rugby. Già il 13 ottobre del 2007, "Er Nano" si informa sull'arrivo dei tifosi del Livorno Rugby, impegnati in una partita con la "Futura Park". "Mò fomento un po' de gente. Famme sapè l'orario". Poi, il 10 febbraio scorso, allo stadio Flaminio, si gioca Italia-Inghilterra, partita del sei Nazioni. Fuori dallo stadio, la polizia ferma Simone De Castro, cugino di Gabriele Sandri. E' un diffidato. Non può avvicinarsi a nessun impianto sportivo del Paese. E si accompagna a un altro diffidato, Ruggero Isca. Vengono alle mani con la Polizia e il gruppo che è con loro se la squaglia. "Er Talpa" annuncia a Isca la vendetta per i conigli: "Hanno toccato mio fratello. Stavolta li ammazzo. Li faccio inginocchiare, Ruggiero".

(27 febbraio 2008)
  
Tra le persone in manette, alcuni sono accusati dell'irruzione
a un concerto rock della Banda Bassotti a Villa Ada, nel giugno 2007
"Cercavano scontro con la polizia"
Arrestati 20 estremisti di destra
Molti di loro sono ultras laziali, ma ci sono anche romanisti
Sono accusati dell'assalto alle caserme dopo la morte di Sandri
Gli incidenti del novembre 2007

ROMA - Sedici simpatizzanti dell'estrema destra, alcuni vicini a Forza Nuova, ed in gran parte ultras laziali, sono stati arrestati a Roma nel corso di un'operazione dei carabinieri del Ros e Digos romani. Fanno parte, secondo gli inquirenti, di una struttura criminale protagonista di atti di violenza, anche di matrice politica, tra i quali gli assalti alle caserme di Ps in occasione della morte di Gabriele Sandri e l'irruzione ad un concerto rock della Banda Bassotti a Villa Ada. Effettuate cinquanta perquisizioni, per quattro è stato disposto l'obbligo di firma. Nel gruppo, ci sono anche tifosi romanisti. Il movimento politico di Forza Nuova ha espresso "totale solidarietà ai camerati arrestati".

Tra i reati contestati associazione per delinquere, devastazioni, lesioni, porto di oggetti contundenti. Per coloro che risultano coinvolti negli scontri dell'11 novembre scorso dopo l'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, è scattata anche l'aggravante del terrorismo, la stessa già presa in esame in occasione dei primi arresti per l'assalto alla caserma di via Guido Reni.

Quattro gli indagati coinvolti nei fatti di Villa Ada (fine giugno dello scorso anno) quando una ventina di persone a volto coperto ed armati di bastone fecero irruzione durante il concerto della Banda Bassotti ferendo due persone.

L'ordinanza. Gli arrestati sono legati "da una vocazione alla violenza che supplisce qualsiasi contenuto ideologico". Ad affermarlo e' il pm Pietro Saviotti. Gli appartenenti a questa struttura "intervengono dove c'e' la possibilita' di uno scontro fisico con le forze dell'ordine".

Un gruppo "eterogeneo": persone tra i 35 e i 22 anni, tifosi dei club calcistici di Roma e Lazio ma non solo. Legati ad ambienti dell'estrema destra ma non solo. Alcuni "legati alle frange estreme di Forza Nuova, altri al gruppo di tifosi della Lazio 'In basso a destra'".


Ad uno infatti e' contestata anche la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti perche' trovato in possesso di 400 grammi di hashish.

Si tratta inoltre di persone, spiega Saviotti, "tra cui anche donne, aduse alle armi bianche". "Armi" che sono state trovate gia' nel corso delle perquisizioni, ma anche nel corso degli accertamenti a margine della recente partita Roma- Real Madrid: "In una siepe c'erano 22 tondini e 22 coltelli da cucina nuovi che verosimilmente un gruppo voleva usare per azioni violente".

In merito all'aggravante del terrorismo, contestata solo alle persone accusate di aver preso parte all'assalto alla caserma di via Guido Reni, Saviotti ha spiegato che il fatto di "aver messo a ferro e fuoco un quartiere della capitale ci consente ragionevolmente di contestare l'aggravante delle finalita' di terrorismo".

Il giudice ha poi letto lo stralcio di un'intercettazione telefonica di una conversazione tra due indagati: "Questa volta non si tratta di assaltare un centro sociale, un campo rom o di andare a pigliare tifosi napoletani sull'autostrada. Si tratta di qualcosa di più serio".

Il gruppo aveva un nucleo centrale e stabile di persone in grado di convogliarne altre e organizzare azioni violente. Tutta l'indagine e' partita dall'assalto a villa Ada: "Abbiamo ritenuto - ha detto Saviotti - che non si sia trattato di un episodio isolato, ma che rientrasse in un piano più grande". Tra gli altri episodi contestati, oltre a Villa Ada e l'assalto alla caserma di via Guido Reni, l'occupazione di un immobile dell'Atac (3-5 ottobre 2007), un tentato incendio ad una baracca di rom (9 ottobre 2007).

I nomi degli arrestati. Alessandro Petrella, Fabrizio Ferrari, Matteo Nozzetti, Fabio Pompili, Daniele Pinti, Fabrizio Frioni, Roberto Sabuzi, Giancluca Colasanti, Alessio Abballe e Furio Natali, sono tutti di Roma e tutti finiti in carcere. Risulta ancora ricercato Francesco Massa, accusato dell'assalto alle caserme. Nei confronti di Federico Giardina, Gianluca Totonelli, Martino Ferraiuolo e Ennio Maria Di Filippo, il gip Muntoni ha disposto l'obbligo di firma in coincidenza con l'orario domenicale delle partite di calcio.

(26 febbraio 2008)
uate cinquanta perquisizioni, per quattro è stato disposto l'obbligo di firma. Nel gruppo, ci sono anche tifosi romanisti. Il movimento politico di Forza Nuova ha espresso "totale solidarietà ai camerati arrestati".

Tra i reati contestati associazione per delinquere, devastazioni, lesioni, porto di oggetti contundenti. Per coloro che risultano coinvolti negli scontri dell'11 novembre scorso dopo l'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, è scattata anche l'aggravante del terrorismo, la stessa già presa in esame in occasione dei primi arresti per l'assalto alla caserma di via Guido Reni.

Quattro gli indagati coinvolti nei fatti di Villa Ada (fine giugno dello scorso anno) quando una ventina di persone a volto coperto ed armati di bastone fecero irruzione durante il concerto della Banda Bassotti ferendo due persone.

L'ordinanza. Gli arrestati sono legati "da una vocazione alla violenza che supplisce qualsiasi contenuto ideologico". Ad affermarlo e' il pm Pietro Saviotti. Gli appartenenti a questa struttura "intervengono dove c'e' la possibilita' di uno scontro fisico con le forze dell'ordine".

Un gruppo "eterogeneo": persone tra i 35 e i 22 anni, tifosi dei club calcistici di Roma e Lazio ma non solo. Legati ad ambienti dell'estrema destra ma non solo. Alcuni "legati alle frange estreme di Forza Nuova, altri al gruppo di tifosi della Lazio 'In basso a destra'".


Ad uno infatti e' contestata anche la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti perche' trovato in possesso di 400 grammi di hashish.

Si tratta inoltre di persone, spiega Saviotti, "tra cui anche donne, aduse alle armi bianche". "Armi" che sono state trovate gia' nel corso delle perquisizioni, ma anche nel corso degli accertamenti a margine della recente partita Roma- Real Madrid: "In una siepe c'erano 22 tondini e 22 coltelli da cucina nuovi che verosimilmente un gruppo voleva usare per azioni violente".

In merito all'aggravante del terrorismo, contestata solo alle persone accusate di aver preso parte all'assalto alla caserma di via Guido Reni, Saviotti ha spiegato che il fatto di "aver messo a ferro e fuoco un quartiere della capitale ci consente ragionevolmente di contestare l'aggravante delle finalita' di terrorismo".

Il giudice ha poi letto lo stralcio di un'intercettazione telefonica di una conversazione tra due indagati: "Questa volta non si tratta di assaltare un centro sociale, un campo rom o di andare a pigliare tifosi napoletani sull'autostrada. Si tratta di qualcosa di più serio".

Il gruppo aveva un nucleo centrale e stabile di persone in grado di convogliarne altre e organizzare azioni violente. Tutta l'indagine e' partita dall'assalto a villa Ada: "Abbiamo ritenuto - ha detto Saviotti - che non si sia trattato di un episodio isolato, ma che rientrasse in un piano più grande". Tra gli altri episodi contestati, oltre a Villa Ada e l'assalto alla caserma di via Guido Reni, l'occupazione di un immobile dell'Atac (3-5 ottobre 2007), un tentato incendio ad una baracca di rom (9 ottobre 2007).

I nomi degli arrestati. Alessandro Petrella, Fabrizio Ferrari, Matteo Nozzetti, Fabio Pompili, Daniele Pinti, Fabrizio Frioni, Roberto Sabuzi, Giancluca Colasanti, Alessio Abballe e Furio Natali, sono tutti di Roma e tutti finiti in carcere. Risulta ancora ricercato Francesco Massa, accusato dell'assalto alle caserme. Nei confronti di Federico Giardina, Gianluca Totonelli, Martino Ferraiuolo e Ennio Maria Di Filippo, il gip Muntoni ha disposto l'obbligo di firma in coincidenza con l'orario domenicale delle partite di calcio.

(26 febbraio 2008)

  
Alcune pagine degli atti giudiziari (3 file pdf per un totale di 92 pagine) pubblicate su Repubblica.it
I COMUNICATI STAMPA DI FORZA NUOVA:
LE RISPOSTE DEL SEGRETARIO NAZIONALE ROBERTO FIORE:
QUELLO CHE I MEDIA NON DICONO:
I due dirigenti di FORZA NUOVA vengono presto scarcerati.
Subito Martin Avaro e alcuni giorni dopo Daniele Pinti.

Sono ancora vivi i ricordi degli articoli di giornale e delle trasmissioni televisive che, pochi giorni fa, attaccavano  Forza Nuova, come formazione coinvolta in una serie di eventi accaduti nell'ultimo anno a Roma.
Daniele Pinti, considerato da stampa ed inquirenti come asse portante della tesi accusatoria ( è infatti dirigente nazionale giovanile forzanovista), è stato scarcerato dal giudice istruttore che, a conferma del crollo del sistema accusatorio, non ha nemmeno ritenuto necessario imporre  obblighi di firma.
Crolla la montatura in due giorni, ma siamo certi che la stampa domani non ne parlerà...